Basta una notizia per cambiare umore. In certe occasioni reagiamo alla novità come se non ci fosse niente altro, come se tutto il resto fosse coperto da una coltre impenetrabile ai sensi.
Due mie ex colleghe -colleghe fino ad ottobre scorso- sono state licenziate in tronco. Due dipendenti a tempo indeterminato che vengono licenziate! Per oscuri motivi di mancato rinnovo di una convenzione che garantiva l'attività di segreteria universitaria.
Oscuri motivi in quanto si mandano via due dipendenti (ma vogliamo contare anche me a questo punto? non fui licenziato ma solo perché il contratto era in scadenza) quando già da inizio anno un'altra ha dato le dimissioni (per chi si ricorda: la famosa 4 paperelle; dimissioni date con reciproche soddisfazioni da parte di tutti); a far da contraltare però un'assunzione a progetto a limitare questo dissanguamento di personale e, soprattutto, a fronte di un amministratore delegato che si prende più di settemila euro al mese. O forse dovrei dire, a causa dei soldi che si prende l'amministratore dal suo arrivo, poco prima della mia cacciata quindi.
In un società fortemente in perdita, e con capitale sociale prossimo al suo stipendio. In pratica delle otto persone che eravamo quando c'ero ancora io ora ne sono rimaste quattro, diventate cinque con l'aggiunta della nuova collaboratrice. Fatti rapidamente due conti, a distanza di 10 mesi dal suo arrivo sono stati tagliati costi del personale adeguati al finanziamento del suo stipendio.
Mi chiedo perché in così tanto tempo. Non poteva applicare in minor tempo questa fantastica strategia? Il bello è che non c'è un controbilanciamento. Non ci sono nuove attività portate dal suo lavoro. Semplice sostituzione: prendi uno e mandi via quattro (a parità di costi).
Su tutto la mancanza di rispetto. Mi mancano le parole per esprimermi adeguatamente. Convocare due persone, che immaginano di essere chiamate per sapere che posizione lavorativa andranno a ricoprire dalla fine della convenzione, e farle uscire nel giro di mezz'ora è stato un unico passo. Uscire non dalla porta della stanza ma dalla porta della società, letteralmente. Le hanno trattate peggio che se avessero rubato. Ché un dipendente che ruba si licenzia, non ci sono santi; ma lo si fa coi piedi di piombo, con molta cautela.
Conoscendo bene queste mie due colleghe non posso che parlarne bene. Non saranno delle cime, eppure non creavano mai problemi. Dare disponibilità e impegno non conta nulla, non è contato con loro; alla fine ripenso che certi discorsi furono fatti anche a me anzi, forse io servii proprio per allenamento.
Alla resa dei conti basta un amministratore un po' più esoso del solito per rompere equilibri familiari e personali. Parlo di mancanza di rispetto perché più volte, anche la scorsa settimana, a precise domande su cosa sarebbero andate a fare fu risposto loro che non si dovevano preoccupare, con la chiosa beffarda del presidente che disse che nessuno era mai stato licenziato!!!
Due famiglie che di certo non dipendevano da quegli stipendi part time, però ora è un po' difficile andare a dire ai due figli già grandicelli di una di loro che certe spese, certi vizi, le normali richieste insomma di quando si è adolescenti, no ora proprio non è il caso. Per l'altra collega il rapporto col figlio sarà più facile: a un anno e mezzo non si fanno certe richieste. Perché poi sono questi i problemi, no? mica lo sarà l'eventuale chiamata della banca per il ritardo sulla rata del mutuo, giusto?
Due mie ex colleghe -colleghe fino ad ottobre scorso- sono state licenziate in tronco. Due dipendenti a tempo indeterminato che vengono licenziate! Per oscuri motivi di mancato rinnovo di una convenzione che garantiva l'attività di segreteria universitaria.
Oscuri motivi in quanto si mandano via due dipendenti (ma vogliamo contare anche me a questo punto? non fui licenziato ma solo perché il contratto era in scadenza) quando già da inizio anno un'altra ha dato le dimissioni (per chi si ricorda: la famosa 4 paperelle; dimissioni date con reciproche soddisfazioni da parte di tutti); a far da contraltare però un'assunzione a progetto a limitare questo dissanguamento di personale e, soprattutto, a fronte di un amministratore delegato che si prende più di settemila euro al mese. O forse dovrei dire, a causa dei soldi che si prende l'amministratore dal suo arrivo, poco prima della mia cacciata quindi.
In un società fortemente in perdita, e con capitale sociale prossimo al suo stipendio. In pratica delle otto persone che eravamo quando c'ero ancora io ora ne sono rimaste quattro, diventate cinque con l'aggiunta della nuova collaboratrice. Fatti rapidamente due conti, a distanza di 10 mesi dal suo arrivo sono stati tagliati costi del personale adeguati al finanziamento del suo stipendio.
Mi chiedo perché in così tanto tempo. Non poteva applicare in minor tempo questa fantastica strategia? Il bello è che non c'è un controbilanciamento. Non ci sono nuove attività portate dal suo lavoro. Semplice sostituzione: prendi uno e mandi via quattro (a parità di costi).
Su tutto la mancanza di rispetto. Mi mancano le parole per esprimermi adeguatamente. Convocare due persone, che immaginano di essere chiamate per sapere che posizione lavorativa andranno a ricoprire dalla fine della convenzione, e farle uscire nel giro di mezz'ora è stato un unico passo. Uscire non dalla porta della stanza ma dalla porta della società, letteralmente. Le hanno trattate peggio che se avessero rubato. Ché un dipendente che ruba si licenzia, non ci sono santi; ma lo si fa coi piedi di piombo, con molta cautela.
Conoscendo bene queste mie due colleghe non posso che parlarne bene. Non saranno delle cime, eppure non creavano mai problemi. Dare disponibilità e impegno non conta nulla, non è contato con loro; alla fine ripenso che certi discorsi furono fatti anche a me anzi, forse io servii proprio per allenamento.
Alla resa dei conti basta un amministratore un po' più esoso del solito per rompere equilibri familiari e personali. Parlo di mancanza di rispetto perché più volte, anche la scorsa settimana, a precise domande su cosa sarebbero andate a fare fu risposto loro che non si dovevano preoccupare, con la chiosa beffarda del presidente che disse che nessuno era mai stato licenziato!!!
Due famiglie che di certo non dipendevano da quegli stipendi part time, però ora è un po' difficile andare a dire ai due figli già grandicelli di una di loro che certe spese, certi vizi, le normali richieste insomma di quando si è adolescenti, no ora proprio non è il caso. Per l'altra collega il rapporto col figlio sarà più facile: a un anno e mezzo non si fanno certe richieste. Perché poi sono questi i problemi, no? mica lo sarà l'eventuale chiamata della banca per il ritardo sulla rata del mutuo, giusto?